Interview, Kommentar

Musica che non si accontenta al LAC di Lugano

Nel settembre 2015 la vita culturale della Svizzera italiana ha vissuto un cambiamento epocale.

Zeno Gabaglio - 2018-05-10
Musica che non si accontenta al LAC di Lugano - Il LAC Lugano Arte e Cultura
Il LAC Lugano Arte e Cultura

L’inaugurazione del primo vero centro per le arti – performative ed espositive – nella struttura del LAC di Lugano. Davvero epocale perché, malgrado nel corso del Novecento le attività culturali della Svizzera a sud delle Alpi si fossero notevolmente sviluppate (partendo da delle basi di assoluta provincia e con l’insostituibile propulsione dell’elemento turistico), nessuna delle città ticinesi aveva mai avuto la lungimiranza di dotarsi di una struttura moderna e adeguata per esposizioni, spettacoli o concerti. Con il LAC si è colmata una lacuna – a tratti anche imbarazzante – e si è aperto un ciclo di possibilità e speranze.

Per capire cos’è cambiato dal punto di vista musicale – a Lugano e in questi ultimi tre anni – ci siamo rivolti a Nadir Vassena che (oltre a essere compositore, professore presso il Conservatorio della Svizzera italiana, laureato al Premio svizzero di musica ed essere stato per sette anni direttore artistico dei Tage für neue Musik di Zurigo) è tra gli animatori di alcune delle più interessanti e innovative proposte musicali del LAC.

Nadir Vassena

 

Le etichette non funzionano proprio

L’interesse e l’innovazione pongono però dei problemi preliminari, soprattutto se si cerca di meglio definire quelle musiche spesso chiamate “colte”, “nuove”, “contemporanee”, “accademiche”. Come provare a fare un po’ di chiarezza, almeno terminologica?

N. V.: In effetti le etichette in ambito artistico non funzionano proprio, anche se a volte sono necessarie per ragioni di comodità comunicativa. Possiamo usare i parametri temporali – contemporanea è la musica che si fa oggi – oppure quelli stilistici, ma nemmeno facendo l’intersezione fra questi due insiemi si ottengono delle definizioni soddisfacenti. Le nuove musiche che si possono ascoltare al LAC non si lasciano quindi imbrigliare in categorie, perché la loro missione è proprio quella di ridefinire costantemente cosa sia la musica, l’ascolto, il rapporto con il pubblico, con la scrittura, con le nuove tecnologie. Propongo perciò un nuovo “raggruppamento concettuale”: musica che non si accontenta.

In realtà – sotto il cappello di LuganoMusica, che comprende anche una stagione di repertorio classico – al LAC la “musica che non si accontenta” è un’intersezione tra tradizione e innovazione: da un lato i concerti di Oggimusica (la prima associazione a proporre musiche contempora-nee in Ticino, fondata nel 1977) dall’altro la serie EAR – Electro Acoustic Room.

N. V.: EAR è nata due anni fa con l’intento di dare spazio alla musica elettroacustica, dalla produzione acusmatica al live electronics in un contesto di concerto. Con una sensibilità nuova, che porta a ritenere gli altoparlanti degli strumenti musicali veri e propri, “suonati” nel luogo del concerto. Anche se si riproducono brani fatti e finiti, la diffusione al momento del concerto è sempre un’interpretazione, così come lo è l’interpretazione di una sonata di Beethoven.

 

Andare a cercare, proporre, mettere in discussione e in relazione, esperienze musicali

Oggimusica raccoglie invece da anni la sfida di una contemporaneità che si evolve, e con essa i gusti, i media e le ideologie.

N. V.: Nel 1977 nella Svizzera italiana non c’era praticamente nessun’offerta musicale fuori dalle consuetudini, nemmeno nei negozi di dischi. Oggi il panorama è capovolto, perché nell’online si trova ogni tipo di musica. Lo spirito dell’associazione è però rimasto invariato: andare a cercare, proporre, mettere in discussione e in relazione, esperienze musicali che non si accontentano di quanto propone abitualmente il mercato.

Una missione culturale postmoderna? Forse sì, ma senza l’intransigenza dei predicatori.

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