Dossier

La Svizzera, terra di jazz

Panorama

Ricco di sfaccettature, il jazz elvetico è in costante evoluzione

Elisabeth Stoudmann - 2019-03-07
La Svizzera, terra di jazz -

Al di fuori di alcuni «grandi nomi» come George Gruntz o Daniel Humair, il jazz svizzero per troppo tempo non ha beneficiato dell’attenzione che merita. Sin dalla sua comparsa, questo genere musicale ha tuttavia fatto breccia nel nostro piccolo Paese alpino, facendo leva su alcune peculiarità elvetiche come la curiosità, il gusto per l’innovazione e i particolarismi regionali. Lo prova con brio un articolo sul tema del giornalista francese Franpi Barriaux, opportunamente intitolato «Confédération Helvétique du Jazz».

Particolarmente vivace in Svizzera è la scena dell’improvvisazione, che vanta come capofila una DONNA, Irène Schweizer, che dall’inizio degli anni ’60 non hai mai cessato di innovare i linguaggi musicali e smuovere gli schemi precostituiti. Nel 2018 Irène Schweizer è stata insignita del Gran Premio svizzero di musica: Christian Steulet, che la conosce bene, ha colto quest’occasione per tracciarne un ritratto.

Oggi la jazzista svizzera più internazionale è Elina Duni, coinvolta in vari progetti musicali tra cui Aksham, di cui fanno parte anche l’eccellente pianista ginevrino Marc Perrenoud e il popolare trombettista francese David Enhco. Altra cantante, altro stile: la zurighese Lucia Cadotsch propone rivisitazioni sbalorditive e travolgenti di classici del jazz. A Berna, la nuova scena dell’improvvisazione è in fermento tutto l’anno, ma in particolare nel mese di marzo, quando il festival Jazzwerkstatt occupa per una settimana gli spazi della Turnhalle puntando le antenne verso l’Europa e l’Africa meridionale. Un festival per musiciste e musicisti fatto da musiciste e musicisti. Flashback sull’edizione 2018. E poi ci sono i giovani talenti!

 

Come sempre in Svizzera, amiamo fare le cose alla nostra maniera e puntando all’eccellenza, soprattutto quando si tratta di jazz.

 

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